I mezzi di soccorso per assistenti bagnanti (1° parte)

Un assistente bagnanti, nello svolgere il suo lavoro, deve saper utilizzare al meglio gli strumenti ed i mezzi creati per il soccorso; in particolare è fondamentale sapere come e quando usarli.
Dando per scontato che ogni professionista debba essersi formato attraverso opportuni corsi, conseguendo certificazioni e avendo già messo in pratica quanto stiamo per spiegare, ci rendiamo conto che una breve guida di ripasso può sempre tornare utile a tutti. O dare uno spunto per vostre segnalazioni e consigli per allargare la lista delle attrezzature usate.


Convenzionalmente si possono dividere i mezzi di soccorso in due grandi categorie:
- 1) Mezzi per la prevenzione
- 2) Mezzi di ausilio al soccorso.

Veniamo al primo gruppo, i mezzi per la prevenzione.
Come intuibile questi mezzi di soccorso servono a prevenire gli incidenti. La loro diffusione e il loro impiego è eterogeneo e variabile, qui di seguito riportiamo solo quelli attualmente più diffusi (obbligatori e non) utilizzati dagli assistenti bagnanti di mare, acque interne e piscine.

Fischietto. Un elemento fondamentale per ogni assistente bagnanti, che permette di fornire comunicazioni non elaborate ma molto efficaci anche a grande distanza.

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Figura 1. Fischietto senza pallina modello “FOX 40 CLASSIC”, arriva a un volume di 115 decibel.
Link partner Ozone Rescue: http://www.ozonerescue.com/segnali-sonori-fumogeni-e-luminosi/prod/fischietto-fox-40-1/


Esistono diversi tipi di fischietti. I migliori sono senza dubbio quelli senza pallina perché non rischiano di incepparsi se vengono a contatto con sabbia o acqua salata.
Inoltre, come nel caso del Fox40 in figura, hanno un volume (numero di decibel) molto elevato.

Megafono Anche se non più obbligatoriamente in dotazione, questo strumento è utile per comunicare messaggi complessi a una distanza superiore a quella della nostra voce.

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Figura 2. Esempio di megafono portatile a pile.

Permette inoltre di sovrastare il rumore della spiaggia e di essere udibile anche in condizioni meteo non ottimali. Va tenuto presente che è comunque uno strumento delicato, a pile, e che dunque richiede cura e attenzione.

Ricetrasmittenti. Sono un mezzo di comunicazione molto utile e diffuso, soprattutto fra gli assistenti bagnanti in servizio sulle spiagge. Non ancora diffuso invece fra gli assistenti operanti nelle piscine.

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Figura 3. Coppia di ricetrasmittenti a batteria con frequenza a medio raggio.

Permettono comunicazioni elaborate e dettagliate su distanze chilometriche e sono fondamentali per la gestione del soccorso durante una situazione di emergenza.
Esistono varie tipologie con caratteristiche molto eterogenee, si va dalle radio con pile ricaricabili di media portata (come in figura) a quelle d’impiego militare, che sono completamente stagne e dalla grande portata.

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Figura 4. Fondina per trasporto equipaggiamento e ricetrasmittente, modello della tedesca TEE-UU.
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Per evitare situazioni in cui l’assistente debba allontanarsi dalla radio, è sempre bene utilizzare una fondina per il suo trasporto, in modo da non dover essere tenuta in mano costantemente.
Una considerazione infine va fatta sui canali che queste ricetrasmittenti utilizzano, e che non sono sempre privati. Questo comporta il rischio che chiunque possieda una ricetrasmittente dello stesso tipo può intromettersi nei canali e disturbare le comunicazioni.

Bandiere. Sono un mezzo di comunicazione che snellisce il lavoro fra gli assistenti in spiaggia. Possono fornire diverse informazioni ai bagnanti (anche se non sempre questi ne conoscono il significato!) come delimitare zone pericolose in cui la balneazione è negata o, in generale, disciplinare il comportamento da tenere in spiaggia.
Le principali bandiere impiegate sulle nostre spiagge sono:
Bandiera blu. Balneazione consentita, servizio di salvataggio attivo.
Bandiera rossa. Balneazione sconsigliata poiché il servizio di salvataggio o non è presente o non può essere svolto nel massimo della sua efficienza.
Bandiera gialla. Chiudere gli ombrelloni, causa forte vento.

Boe e Cartelli. Lo stesso concetto delle bandiere, servono a coordinare e disciplinare il lavoro degli assistenti e dei bagnanti. Sono impiegati in acqua per delimitare zone pericolose o vietate alla balneazione, oppure limiti particolari come quello delle acque sicure.

Mezzi di ausilio al soccorso

Questo tipo di mezzi rappresenta la tipologia più variegata degli strumenti a disposizione dei soccorritori.
La loro tipologia varia grazie alle nuove invenzioni, con l’aumentare delle conoscenze, col progresso dei materiali costruttivi, dunque bisogna mantenersi in costante aggiornamento su quanto il mercato offre in termini di primo soccorso e ausili al soccorso.

Rullo di salvataggio. Questo ausilio al soccorso è costituito da un perno in cui viene infilato il rullo vero e proprio. Su di esso è avvolta una sagola di lunghezza variabile dai 100 ai 400 m. Il rullo e il perno poggiano poi su un supporto metallico. E’ consigliato su spiagge che presentano fondi irregolari, in presenza di buche, correnti, risacche o con onde.

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Figura 5. Rullo di salvataggio volante montato su di un supporto in acciaio.

In genere all’estremità della sagola vi è un salvagente, una cintura di salvataggio o un baywatch, che il soccorritore indosserà al momento di compiere il recupero. Una volta che il soccorritore ha preso contatto con la vittima, verrà trascinato indietro da terra tramite il riavvolgimento del rullo ad opera di altri colleghi.

Salvagente anulare. Salvagente costituito da materiale plastico o da poliuretano espanso, ricoperto da un rivestimento di resina sintetica. Ha un diametro di 60 cm e per essere utilizzato deve possedere la certificazione CE. Su di esso sono applicati 4 catarifrangenti, una sagola di 25 metri e una cimetta che lo contorna detta paternoster.

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Figura 6. Salvagente anulare.
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Questo tipo di salvagente è obbligatorio su tutti i natanti e, per obbligo di legge, attrezzo obbligatorio della dotazione di un assistente bagnanti. La sua galleggiabilità è ottima. In fase di lancio deve essere fatta molta attenzione, in quanto essendo molto robusto potrebbe danneggiare la vittima da soccorrere!

Gancio d’accosto. Si tratta di un manico telescopico la cui estremità termina con un uncino. E’ stato concepito per il recupero di oggetti fuoribordo o per agganciare le imbarcazioni in fase di accostamento.

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Figura 7. Un classico gancio d’accosto telescopico.
Link partner Ozone Rescue: http://www.ozonerescue.com/accessori-nautica/prod/nl-gancio-daccosto-telescopico-130220/

Chiamato anche mezzo marinaio, gaffa o alighiero, è presente anche nelle piscine oltre che (obbligatoriamente) sulle imbarcazioni.
In effetti non si tratta di un vero e proprio mezzo di soccorso, ma può essere utilizzato per raggiungere un pericolante senza tuffarsi o entrare in contatto diretto.

Rescue Buoy o “Baywatch”. Conosciuto ovunque col nome di “Baywatch”, per associazione con la famosissima serie televisiva degli anni ‘90, in realtà la sua origine precede addirittura l’avvento della plastica. Infatti inizialmente era costituito interamente da metallo o alluminio; da qui il suo vecchio nome “rescue can” (lattina da salvataggio) o “rescue torpedo” (missile di soccorso).

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Figura 8. Il Rescue Buoy, o più comunemente conosciuto come “Baywatch”
Link partner Ozone Rescue: http://www.ozonerescue.com/salvamento/prod/rescue-can-1/


E’ costituito da una parte rigida di materiale plastico a forma di siluro, due maniglie laterali e una posteriore. Il guinzaglio e la bretella sono uniti al salvagente nella parte anteriore. Questo tipo di articolo è molto versatile, offre un’elevata spinta idrostatica sia al soccorritore sia alla vittima, non intralcia né la nuotata di avvicinamento né la presa di contatto.

 

FINE PRIMA PARTE! L'articolo per il momento si interrompe qui...
Stiamo preparando la seconda parte da proporvi la prossima settimana.

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